La Vitovska e il Castello della Memoria

La nostra ricerca delle identità territoriali ci porta oggi a raccontarvi qualche aneddoto sulla Vitovska di Castello di Rubbia.
Approdiamo così nel Carso, una terra di confine unica, un affascinate e misterioso crocevia di lingue, culture, storie e popoli, dove la natura non è particolarmente benevola con la sua terra dura, i suoi inverni gelidi e la Bora che sferza i campi.
In questa terra nasce la Vitovska, antico vitigno autoctono a bacca bianca, poco conosciuto ma presente da tempo immemorabile.
Da sempre usato in assemblaggio con la Malvasia Istriana, da qualche anno sta iniziando a farsi apprezzare in purezza per la sua rigorosa autenticità.
In una assolata mattina autunnale percorriamo una tranquilla strada immersa nella spoglia campagna carsolina punteggiata di sommaco che in questa stagione si colora di un rosso fiammeggiante. Arriviamo davanti ad una grande porta di metallo che sembra condurre nelle viscere della collina, e proprio lì ad attenderci troviamo Nataša Černic, che ci accoglie con un solare sorriso.
Varchiamo la soglia di quella che una volta era una galleria di acceso ai rifugi della prima guerra mondiale in silenzio, consapevoli di trovarci al cospetto della Storia.
Ma è una volta entrati che abbiamo la sensazione di aver viaggiato nel tempo fino a giungere all’epoca di re, dame e cavalieri: davanti ai nostri occhi un’imponente cantina dall’austera bellezza, scavata nel grembo di un promontorio carsico alle spalle di una cannoniera, con le volte di pietra e le barricaie a vista.
Ci accomodiamo ad un tavolo per scambiare qualche parola, è difficile rimanere indifferenti all’entusiasmo e alla spontanea schiettezza di Nataša, le stesse caratteristiche che ritroviamo nella sua Vitovska, un vino genuino e senza ipocrisie, un sapiente equilibrio tra ragione ed emozione, con la capacità di arrivare diritto al cuore.
E’ l’espressione inconfondibile di questa terra, di buon spessore, con una particolare freschezza, minerale e con una buona acidità. E’ un vino piuttosto versatile, ottimo sia come aperitivo che degustato in accompagnamento a piatti di pesce e formaggi freschi.
E così ci rendiamo conto che, seduti nel silenzio della cantina, mentre sorseggiamo il vino che ci ha versato nel calice, stiamo assaporando la storia di questa famiglia e di questa terra di confine, unite fra loro da un legame indissolubile.