Coniglio nell’Orto

Nella storia della cucina italiana il coniglio da sempre è stato considerato una risorsa preziosa, soprattutto in molte realtà rurali, grazie alla sua facilità di allevamento e alla sua rapidità di riproduzione.
Ne sono la prova le innumerevoli ricette che, dal Nord al Sud, hanno arricchito il bagaglio di tradizioni gastronomiche di molte regioni.

Un’ulteriore testimonianza sono le varie razze che nel corso dei secoli hanno trovato, in specifiche zone, il loro habitat ideale.
In particolare il Coniglio Grigio di Carmagnola, dal 2008 presidio Slow Food del basso Piemonte, si distingue innanzi tutto per l’ottima resa e qualità delle carni che sono fini, tenere, sapide, particolarmente bianche e per niente stoppose.

Anche da un punto di vista nutrizionale, quella del coniglio è considerata una delle carni dal valore alimentare più elevato grazie alla presenza di pochi grassi e all’alto contenuto proteico. E’ facilmente assimilabile quindi particolarmente indicata nell’alimentazione dei bambini, degli anziani oltre ad essere sicuramente adatta a tutti coloro che seguono un regime alimentare ipocalorico.

Ed è proprio l’incredibile versatilità di questa carne ad averci ispirato per la creazione del piatto ‘Conigli nell’Orto’, in carta questo mese, che vede la stessa materia prima oggetto di due cotture estremamente diverse: una lunga e a bassa temperatura (il coniglio ripieno con mortadella e lardo di mora affinato nel tabacco), l’altra veloce e a temperatura elevata (bocconcini di coniglio in frittura).
In abbinamento alle carni abbiamo pensato di giocare con le consistenze di carota e verza, nell’immaginario gli alimenti preferiti dai conigli stessi.

Chissà se con questo piatto riusciremo a persuadere i più convinti detrattori che anche le carni bianche possono essere gustose e stuzzicanti?

 

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