Pollo e Patate: il confine tra tradizione e innovazione

Quando si parla di piatti della tradizione immancabilmente la memoria rimanda ad un tempo passato, riportando alla luce dolci ricordi di quegli inebrianti profumi che riempivano tutta la cucina.
Il pollo alla cacciatora è uno di questi.

Ma perché “alla cacciatora”? Curiosando un po’ nei vari testi di cucina, la risposta sarebbe da ricercare nella combinazione di aglio e rosmarino alla base di pressoché tutte le varianti di questa preparazione e che sarebbero gli stessi ingredienti utilizzati dai cacciatori per insaporire al momento le loro prede.
Una ricetta, quindi, che vede le sue origini nella cultura contadina, fatta di piatti semplici e, per questo motivo, presente nelle tradizioni di molte cucine regionali.
Ma attenzione, come per tutte le “ricette della nonna”, in ogni famiglia è lecito modificare a proprio gusto la preparazione, per questo motivo non vi è zdåura che non abbia una sua ricetta personale.

E proprio dalle ricette del pollo alla cacciatora delle nonne di casa Pettazzoni siamo partiti per la realizzazione del nostro “Pollo e Patate”.
Si, avete letto bene, la ricetta è solo il punto di partenza. Ormai avrete imparato a conoscerci e di certo saprete che la voglia di mettersi alla prova e reinterpretare in modo curioso le ricette di famiglia fa parte del nostro modo essere e di lavorare, ecco perché la ricetta del pollo alla cacciatora è solo il punto di partenza.

Per lo studio della composizione del piatto abbiamo pensato al classico abbinamento del pollo, ossia le patate, che sono diventate i gnocchetti, trasformando, in questo modo, il pollo in ragù per il condimento.

Come forse saprete, ogni piatto deve avere un suo equilibrio dato anche dalle consistenze delle preparazioni che lo compongono. Avendo trasformato una portata di carne in un primo piatto dalla consistenza piuttosto morbida, per ristabilire l’equilibrio avevamo bisogno di una parte croccante. Abbiamo trovato la soluzione pensando ad un’altra ricetta classica: il pollo arrosto.

L’idea era di ricreare la consistenza e il sapore della pelle che, quando è gustosa e croccante, rappresenta davvero uno sfizio per buoni palati.
Nei segreti di cucina di due grandi Chef abbiamo trovato la risposta: unendo la preparazione del Chicken Blues di Bottura con quella del Pongo di Scabin abbiamo ottenuto una croccante cialda che ricorda per consistenza e gusto proprio la pelle del pollo.

Forse abbiamo voluto complicarci la vita, ma che soddisfazione sollevare il cestello della friggitrice e trovarsi faccia a faccia con il risultato tanto cercato!

 

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