Il Riesling, lo Speck e il Vecchio Maso

Marzo. Dopo un abbondante nevicata la voglia di vacanze si fa sentire. Quale scusa migliore di andare a fare una visita in cantina per salire sull’auto e partire?
Questa volta andiamo nella Valle Isarco, in Sudtirolo, per parlare di un vitigno originario della Germania: il Riesling.

Il principe di Mosella e Alsazia è sicuramente tra i vini più apprezzati dagli appassionati per le caratteristiche uniche che lo contraddistinguono, a partire dai tipici profumi di idrocarburi.
Il vitigno è stato inserito in Alto Adige dall’arciduca Giovanni d’Austria nell’Ottocento e nei pendii scoscesi della Valle Isarco ha trovato le condizioni ideali per regalare vini molto equilibrati, minerali e puliti.

La voglia di assaporare ogni istante del viaggio ci fa decidere di evitare l’autostrada e di raggiungere la Tenuta Röck percorrendo la statale che segue il corso del fiume Isarco.
Imboccata una strada con ampi tornanti risaliamo dalla valle e raggiungiamo Villandro, una bella insegna in legno ci informa che abbiamo raggiunto la cantina.
Un antico maso, che scopriremo essere del 16° secolo, attira subito la nostra attenzione. Ci accoglie Konrad, occhi castani e sguardo penetrante. Ci accomodiamo nella stube, storicamente la stanza più importante e cuore pulsante del maso, pervasa da un inebriante profumo di legno. Davanti ad un tagliere di speck tagliato al coltello e Schüttelbrot, Konrad ci presenta una dopa l’altra le bottiglie dei suoi vini con l’amore e l’entusiasmo di un padre.

Ci soffermiamo sul Riesling, dal colore giallo paglierino dai leggeri riflessi verdognoli: è bastato avvicinare il calice al naso per rimanere colpiti da quel suo profumo intenso di frutta bianca acerba che si discosta dai più classici sentori solitamente associati a questo vino.
E con il primo sorso entra nel cuore. Dapprima in in punta di piedi,  poi, così diretto e senza fronzoli, ti avvolge come una stretta di mano decisa ma non opprimente, è l’entusiasmo sussurrato di Konrad, è il suo profondo sguardo che sembra leggerti dentro.

Appagato dalla nostra curiosità, Konrad ci racconta dalla insolita vendemmia delle uve, che vengono raccolte tre volte, nel mese di ottobre, novembre e all’inizio di gennaio. Quest’ultima, viene poi lasciata in fienile per l’appassimento.
Il primo esperimento di induzione alla fermentazione con pied de cuve ha portato un risultato piuttosto interessante, un vino non banale con una buona acidità che, se giustamente conservato, potrebbe garantirgli una bella evoluzione nel tempo.
Ottimo come aperitivo, si sposa molto bene con piatti a base di crostacei, pesce crudo, carni bianche e con i formaggi freschi.

Nonostante la natura sia ancora in letargo, la pace che ci circonda ci invoglia e restare. Konrad ci guida in un ultimo giro prima di ripartire. Una porta nasconde l’ultima meraviglia di questo maso: la sala di affumicatura dello speck. La luce della piccola finestra sul fondo della stanza dalle pareti nere di fumo, illumina come in un dipinto di Caravaggio speck appesi e una vecchia stufa economica. Saliamo in auto con la stessa esaltazione di chi è appena uscito da una macchina del tempo, consapevoli che il profumo di carne stagionata e di fuliggine al legno di ginepro sarà un ricordo indelebile di questo viaggio .

Tenuta Röck
Villandro – Bolzano

 

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