Uno spaghettino, una tavolozza di colori


Siamo soliti associare all’inverno grigiore e austerità, ma anche in questa stagione spoglia la natura ci regala molte verdure interessanti, che sono state fonte di ispirazione per la realizzazione del nostro Spaghettino ai Colori dell’Orto.

Con Cavolfiore Bianco, Cappuccio Rosso, Verza Verde, Zucca e Porro avremmo sicuramente potuto creare una zuppa, ma volevamo osare con qualcosa di diverso perché in cucina c’è sempre voglia di mettersi in gioco e cimentarsi in qualcosa di nuovo.

Questa volta l’ispirazione è arrivata dai menù di due grandi Chef e amici.
Nelle raffinate esplosioni cromatiche degli Spaghetti sul Portocanale di Dario Picchiotti, Chef dell’Antica Trattoria di Sacerno, e del Rombo con Salsa Inglese Salata e Polvere di Tuberi e Radici di Pasquale Palamaro, Chef di Indaco infatti, abbiamo trovato una bellissima soluzione di utilizzo per le nostre verdure.

Lo studio del piatto richiede sempre molto impegno affinché possa essere un’esperienza multisensoriale che soddisfi sia l’estetica, che il gusto. La scelta dell’utilizzo delle polveri si è rivelata interessante perché, a differenza delle creme, hanno la particolarità di esaltarne di più il sapore, in quanto vengono concentrati i sali minerali presenti dell’alimento disidratato.
Diverse verdure, diversi sapori e diversi colori in una costante ricerca di un equilibro tra consistenze e aromi, forme e nuance.

Questo piatto, poi, ha anche un significato particolare perché legato alla nostra gratitudine nei confronti Dario e Pasquale che con la loro disponibilità e i loro preziosi consigli ci hanno fatto riflettere su un aspetto fondamentale del nostro lavoro: la condivisione.
L’apprendimento di ogni mestiere richiede, da sempre, tanto studio, lavoro, impegno e sacrifici ma è soprattutto grazie alla condivisione delle esperienze che si trovano nuovi spunti di crescita e confronto.

Il Grande Chef Paul Bocuse diceva che trasmettere è la cosa più importante, che non si impara la cucina nei libri: “Notre métier s’apprend, c’est un métier de compagnonnage que nous avons le devoir de transmettre”.
E noi non potremmo essere maggiormente d’accordo.

 

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