Tacchino in Frittura, Cavolfiore, Rapa Rossa e Cicorietta

Non è un Paese per Tacchini… o si?


Per raccontare la storia del tacchino occorre arrivare sino al 800 a.C., epoca in cui i nativi americani già addomesticavano questo animale.
Tradizione poi tramandata agli Aztechi che andarono ad insediarsi in quello che è l’odierno Messico, diffondendo questa attività anche nelle regioni limitrofe.
E con tutta probabilità Cristoforo Colombo fu il primo europeo a fare la conoscenza di quelle che lui chiamava “gallinas de la tierra”, portandolo poi in Spagna agli inizi del 1500.
Da quel momento la notorietà, il successo e la diffusione dell’animale sono sorprendentemente rapidi tanto da renderlo, tra il XVI e il XVIII secolo, il protagonista delle mense regali spodestando, di fatto, il consumo tradizionale del pavone.

Solitamente servito in occasione delle feste aristocratiche, il tacchino veniva per questo motivo cucinato intero e allo spiedo, abitudine confermata anche dal gastronomo Vincenzo Tanara che ne consigliava anche altre preparazioni tra le quali arrostito o al forno come i capponi. Ma fu grazie al “cuoco dei re, re dei cuochi” Auguste Escoffier ad avere inizio la tradizione del tacchino farcito.
Il più noto è sicuramente quello statunitense, che lo vede protagonista indiscusso della Festa del Ringraziamento in occasione della quale non viene solo preparato per tutta la famiglia, ma anche offerto ai vicini di casa e alle persone meno fortunate.

Ma nonostante un nobile passato da prelibatezza riservata alle mense aristocratiche e un presente da protagonista sulle tavole statunitensi, quando si parla di carne di tacchino, difficilmente la associamo ai fasti e all’abbondanza.
Perché, diciamoci la verità, difficile per gli italiani parlare di tacchino senza, inevitabilmente,  associarlo alla “diet-friendly” paillard scottata sulla piastra o alle rosee fettine acquistate nel reparto salumeria quale alternativa un po’ più salutare al classico prosciutto.

E’ innegabile che la sua carne particolarmente magra, con una bassa presenza di colesterolo e un elevato potere nutrizionale dato da proteine nobili,  aminoacidi essenziali e dall’alta concentrazione di ferro biodisponibile di cui è ricca, sia particolarmente indicata per chi segue un regime alimentario ipocalorico.
Ma perché fermarsi a questi pregiudizi? Ciascun alimento ha tutte le potenzialità per essere accattivante e gustoso, se valorizzato adeguatamente.

Ed è per questo motivo che anche questo mese abbiamo scelto di affrontare una nuova “sfida”, cercando di presentare il tacchino in una veste diversa, meno austera e più giocosa, sicuramente diversa da quelle più canoniche a cui siamo abituati.
Siamo partiti dal presupposto che, solitamente, se c’è poco grasso c’è poco gusto, ma anche per questa carne così magra non è stato indispensabile aggiungerne in abbondanza per ottenere un risultato interessante.
Il nostro Tacchino in Frittura, Cavolfiore, Rapa Rossa e Cicorietta, infatti, è uno sfizioso gioco di sapori e consistenze che parte dallo speziato e fragrante bastoncino di tacchino, si sposa con la cremosità di due salse, quella dolce e umami di rapa e quella piccante e amara di cicoria, per chiudersi con la croccante freschezza del cavolfiore.

Essendo una preparazione facile e veloce può essere una golosa soluzione salva-cena che conquisterà anche il palato dei più piccoli!

Per la preparazione, fondamentale è la scelta della carne che deve essere piuttosto soda, elastica e lucida. Il nostro consiglio, in questo caso, è di prediligere il petto per il ridotto contenuto di tessuto connettivo.
La carne dovrà poi essere tagliata a striscioline e passata in un mix di spezie (sale, zucchero di canna, paprika, polvere di zenzero, curcuma, pepe, caffè e aglio in polvere) preparato a parte.
E’ importante, in questa fase, massaggiare bene le striscioline di carne in modo da far penetrare gli aromi nei tessuti.
Tuffarle, poi, nell’uovo precedentemente sbattuto e infine nel pangrattato. A questo punto sono pronte per essere fritte.
Ottime gustate in accompagnamento ad una maionese, ancora meglio se fatta in casa.

Buon appetito! E ricordate di farci sapere cosa ne pensate!

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