vitigni della Valle della Loira

Le Campeur à Vin, ovvero il nostro Viaggio alla scoperta dei vitigni della Valle della Loira

première partie

Da Bologna a Guérande e ritorno in camper, alla scoperta dei vitigni della Valle della Loira. 3600 km di strade dalle Alpi all’Oceano,  attraverso il Giardino di Francia.

La Loira - © Enoteca Giro di Vite
La Loira – © Enoteca Giro di Vite

Più che una vacanza un Viaggio, dove il “viaggio” in senso stretto non è la parentesi noiosa del tragitto che separa casa propria dalla destinazione finale, ma diventa esso stesso la meta: ogni curva affrontata, ogni sosta, ogni paese attraversato, ogni castello visitato o vigneron conosciuto sono tutte parti essenziali che, come in un puzzle, alla fine costituiscono il Viaggio.

Cosa ci ha colpito di più vi chiederete. E’ difficile stilare un elenco, sicuramente le sconfinate dimensioni della campagna francese, così diverse dalle nostre, hanno lasciato un segno. Il senso di spazio, di vastità e di “vuoto” dato da lunghe, drittissime strade poco trafficate non trova eguale contropartita nel nostro Paese. Abituati alla nostra variegata campagna, attraversare le ampie distese di campi seminati alternati a pascoli di placide mucche di razza Limousine e Charolaise che brucano incuranti dei passanti, rasenta quasi i limiti della noia.

Ma poi, giunti alle porte di Sancerre, i pascoli e campi cedono il passo ad altrettanto vaste distese di ordinati filari e la monotonia lascia spazio all’incredulità: siamo nel cuore della Francia, nella Regione Centre – Val de Loire. Per quanti vigneti in altrettante regioni possiamo aver visitato in Italia, non ne troviamo corrispondenza alcuna con quanto visto oltre confine.

Ma prima di entrare nel dettaglio e parlare della zona vinicola di Sancerre, è meglio raccontare qualcosa sulla Valle della Loira e sulla sua viticoltura.

Da sempre considerata il “giardino della Francia” per il suo suggestivo paesaggio, i Reali francesi ne furono talmente affascinati da costruire in questa zona i castelli e le residenze estive che l’hanno resa famosa in tutto il mondo. Ma forse non molti sanno che la Valle della Loira è anche la terza regione vinicola di Francia per grandezza e che i terreni vitati si estendono su circa 70.000 ettari. Questa fascia che costeggia il corso della Loira dal suo ingresso nella regione Centre sino all’Oceano rappresenta il punto d’equilibrio tra il nord e il sud del Paese.

Il clima è generalmente temperato, la sua estensione su un asse orizzontale infatti implica una minore varietà climatica rispetto a quella a cui siamo abituati nel nostro Paese. Qui le principali differenze sono date dall’influenza dell’Oceano , che caratterizza le regioni più occidentali attenuando le variazioni stagionali, mentre in quelle più centrali prevale il clima continentale, con maggiori sbalzi termici.
Tuttavia, la presenza della Loira e dei suoi affluenti favorisce l’esistenza di diversi microclimi e la grande varietà di suoli e sottosuoli che si susseguono dal Centro sino a giungere all’Oceano influiscono grandemente sulla scelta dei vitigni, sulle pratiche dei vignaioli e, ovviamente, sulle caratteristiche dei vini.

Se dovessimo definire in una parola i vini della Loira, siano essi bianchi, rosati o rossi, sarebbe sicuramente “freschezza”. Pur sempre con le differenze dovute a vitigno, suolo e clima, la latitudine in cui si trovano le vigne di questa zona dona, in generale, una freschezza che potremmo definire caratteristica. Il filo conduttore della quasi totalità dei vini assaggiati è questo sentore di fresco frutto dissetante, che invoglia a bere un altro calice.

I vini della Loira si dividono in oltre 60 Appellations tra bianchi, rosati, rossi, secchi, morbidi o spumanti.
Nonostante gli stili così diversi, questa regione è comunque legata in modo particolare ai bianchi grazie sia alla qualità del territorio che delle uve con cui si producono che, da est verso ovest, sono: Sauvignon Blanc, Chenin Blanc e Muscadet (o Melon de Bourgogne).
Fra le uve a bacca rossa troviamo invece, sempre da est verso ovest, Pinot Noir, Gamay, Grolleau e Cabernet Franc.
Esistono poi altri vitigni “minori”, autoctoni, come il Pineau d’Aunis, il Malbec (qui noto come Côt) e il Romorantin che vengono coltivati in misura minore ma che regalano comunque vini interessanti.

Vitigni Loira
Tratto da Atlas des vignobles de Loire © Patrick Merienne

Da un punto di vista strettamente produttivo, potremmo idealmente suddividere questa regione in tre zone: una occidentale vicino alla Costa Atlantica, una centrale e una orientale, poco a sud di Orleans. Mentre potremmo definire le due aree esterne come “bianchiste”, nella parte centrale la produzione è piuttosto variegata e prevede diversi stili, dai bianchi ai rossi, dai rosati agli spumanti per non parlare dei vini moelleux di rara eleganza prodotti con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea.

Seguendo questa ideale divisione, torniamo nella parte orientale, zona di produzione dell’AOP Sancerre, che con i suoi sublimi paesaggi vitati, forse è una delle aree vinicole più belle che abbiamo visitato.

Sancerre © Enoteca Giro di Vite
Sancerre © Enoteca Giro di Vite

Il vitigno qui è Sauvignon Blanc, completato da Pinot Noir per rossi e rosé. Il bianco Sancerre è apprezzato per la sua freschezza, i suoi aromi minerali e di pietra focaia e una complessità al palato che migliora con il tempo. I rossi e i rosé invece sono vini gourmet, che offrono un piacevole divertimento a tavola.

Ma procediamo con ordine. Qui la vite viene coltivata da più di 2000 anni: nel XII secolo questa area viticola ha vissuto un vero boom grazie a monaci e frati e allo sviluppo delle vie fluviali che seguivano il corso del fiume.
A Sancerre a quei tempi si produceva un famoso vino rosso ottenuto principalmente con Pinot Noir ma dopo la piaga della fillossera del 1886 che distrusse pressoché tutti i vigneti, i viticoltori reimpiantarono nelle loro parcelle in prevalenza Sauvignon Blanc, uva particolarmente adatta al clima e ai terroir, su portainnesti americani.

Per produrre grandi vini con questo tipo di uve in una zona così vicina al limite settentrionale della viticoltura i vignerons devono seguire particolari accorgimenti, come la scelta delle aree con la giusta esposizione in cui allestire il vigneto e la densità dell’impianto ma soprattutto devono attenersi ad una gestione della vite piuttosto rigorosa.

Le sfumature di aromi caratteristiche dei Sauvignon Blanc di questa zona sono dovute alle differenti tipologie di terreni. “Terre Blanches”, è un tipo di terreno ricco di calcare, argilla e conchiglie fossili che regala vini rotondi dalla lenta evoluzione; “Caillottes”, è invece sassoso e calcareo che, al contrario, regala vini minerali con molta finezza e corpo. Il terreno di “Les Griottes” è composto da calcare tenero: qui i vini hanno grande personalità. Infine, il terreno di “Cailloux”, è un suolo bruno ricco di silicio e di selce del Kimmeridgiano, che conferisce ai vini aromi speziati e una mineralità un po’ “nervosa”.

Region Centre Loire
Tratto da Atlas des vignobles de Loire © Patrick Merienne

Due sono le aziende che abbiamo visitato in questa zona: una in agricoltura “ragionata”, l’altra naturale al limite dell’estremo. Collocata sulla riva sinistra della Loira l’una, dall’altro lato del fiume e a pochi minuti di distanza, l’altra.
Differenti anche le produzioni. La prima classicamente di prevalenza “bianchista” con vini sia da assemblaggi di varie vigne che vinificazioni da lieu dit (cioè “località”, nel mondo della viticoltura definisce un vigneto preciso). Tutti Sauvignon Blanc eleganti e profumati, ognuno con un carattere ben definito conferito dai differenti suoli. A queste bottiglie si affiancano interessanti declinazioni di Pinot Noir, due rossi dagli aromi fruttati e il tannino armonioso e un rosato dalla spiccata freschezza.

La seconda cantina, al contrario, vinifica in prevalenza rossi, con tre bottiglie di assemblaggi in differenti percentuali di Pinot Noir e Gamay e solamente un Sauvignon Blanc. Tutti vini che chiedono di essere aspettati, subito “difficili” al naso, ma una volta aperti si rivelano vini fini, eleganti e complessi.

Di tutt’altro tenore invece il Muscadet, vino semplice e immediato caratteristico della Regione dei Pays Nanatais, altra zona vinicola di tradizione “bianchista”. Come il nome suggerisce, si tratta della regione che circonda la città di Nantes e si protende verso l’Oceano Atlantico, sconfinando nella Bretagna. Qui, al posto dei castelli dall’aspetto fiabesco, troviamo severe fortezze sul mare, e le ampie distese collinari cedono il passo alla sconfinata distesa dei marais delle saline.

Guérande - le saline © Enoteca Giro di Vite
Guérande – le saline © Enoteca Giro di Vite

In questa area la coltivazione della vite esiste con tutta probabilità dall’epoca Romana ma in passato il vitigno coltivato era principalmente Cabernet Franc, introdotto dalla regione di Bordeaux. A seguito della terribile gelata del 1709, buona parte dei vigneti fu reimpiantata con Melon de Bourgogne e Folle Blanche. Grazie all’introduzione della Poltiglia Bordolese e all’innesto su piede americano, questi vigneti sopravvissero sia all’epidemia di oidio che alla fillossera, avvenute entrambe negli ultimi anni del 1800.

Il Melon de Bourgone, così chiamato per la forma rotonda delle sue foglie, è l’unico vitigno utilizzato per la produzione del Muscadet, “Vins de Soif” dalle note aromatiche, delicate e sapide. Si tratta di un’uva dagli aromi semplici che ha trovato in queste terre il suo terroir d’elezione raggiungendo una delle sue massime espressioni.
Per conferire una maggiore complessità di aromi a questo vino dalla impressionante mineralità salina, i produttori hanno scelto di vinificarlo sur lie, cioè di lasciarlo a contatto con i lieviti esausti, le fecce. In questo modo acquisisce maggiore ricchezza e quella fragranza tipica di pane fresco, ma soprattutto una buona attitudine all’invecchiamento.
La fermentazione del Muscadet è generalmente svolta in vasche in vetrocemento, spesso di diverse dimensioni e interrate, che permettono al vino di riposare al buio.

Quattro sono le Appellations di Muscadet della zona: oltre a quella generica di Muscadet, troviamo Cotes de Grandlieu, Coteaux de la Loire e la più rinomata Sèvre et Maine. Poco conosciuto fuori dai confini francesi, il Muscadet rappresenta la produzione principale in termini di quantità di tutta la Valle della Loira. I suoi profumi floreali, le note agrumate e iodate, la sua freschezza e mineralità ne fanno il perfetto connubio con piatti a base di frutti di mare.

pays nantais
Tratto da Atlas des vignobles de Loire © Patrick Merienne

Anche in questa Regione sono due le aziende che abbiamo visitato: una in agricoltura biologica, l’altra biodinamica con chiari richiami al naturale. Collocata nell’Appellation Cotes de Grandlieu l’una, sul confine tra l’Appellation Coteaux de la Loire e la regione vinicola dell’Anjou-Saumur, l’altra.
Differenti anche le produzioni. La prima in prevalenza incentrata sulla produzione di Muscadet con vini sia da assemblaggi di varie vigne che vinificazioni da singole parcelle. C’è una forte sensazione marina in tutti i suoi Muscadet, vivaci, piacevoli e con un’acidità stimolante. Si affiancano alla produzione del Muscadet, altre bottiglie ottenute da vitigni a bacca bianca (Gros Plants e Chardonnay) e a bacca rossa (Gamay).

La seconda cantina, al contrario, ha solo una referenza di Muscadet, affiancata dalla produzione di bottiglie sia da vitigni a bacca bianca (Chenin Blanc) che a bacca rossa (Gamay, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Grolleau Gris). Avremmo voluto assaggiare il Muscadet ma purtroppo a causa delle gelate buona parte della produzione è andata persa. Abbiamo assaggiamo quindi i rossi. Ricchi e corposi in bocca, sono caratterizzati da una bevibilità incredibile, la stessa che accomuna tutti i rossi di questa valle. Una menzione speciale merita il suo Chenin Blanc, forse una delle espressioni più “territoriali” e tipiche assaggiate durante il viaggio.

Il nostro viaggio alla scoperta dei vitigni della Valle della Loira continua, con nuovi paesaggi esplorati e la conferma ad ogni sguardo dello stretto legame tra il vino e il luogo in cui viene prodotto.

À suivre… campeur a vin

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