Archivi tag: sostenibilità

La Quaglia non Ripiena, il mio Racconto dei valori di un allevamento sostenibile

Quando studio un nuovo menù, è fondamentale per me il confronto con i fornitori. Lorenzo Rizzieri della Macelleria Rizzieri è sempre fonte di ispirazione per i miei piatti, grazie alla cura scrupolosa per la selezione della materia prima e nella scelta dei capi migliori rigorosamente di aziende agricole italiane con le quali condivide il senso e la filosofia del lavoro.

Per questo menù ero alla ricerca di una carne diversa, per proporre un piatto insolito e Lorenzo mi ha suggerito la quaglia. Da un punto di vista gastronomico, appartiene alla categoria della cacciagione o selvaggina da penna e la sua carne è molto apprezzata per la sua elevata digeribilità.

In passato era molto popolare sulle nostre tavole: durante la migrazione primaverile, per secoli sono state uno dei bersagli prediletti dei cacciatori. Nel corso degli anni il suo consumo è andato via via diminuendo a causa di abitudini alimentari più “globalizzate”, ma ancora oggi la quaglia è considerata un prodotto raffinato che sa regalare un tocco di eleganza e ricercatezza a qualsiasi menù.

La sua peculiare delicatezza richiede molta attenzione durate la cottura ma, al palato, sa regalare non poche soddisfazioni. Ne parla anche Brillat-Savarin: “Dalla quaglia al gallo cedrone, ovunque si trovi un individuo di questa numerosa famiglia, si è certi trovare un alimento leggero, saporito, e che conviene ugualmente al convalescente e all’uomo che gode della più robusta salute”.

Oggi, nei menù dei ristoranti e nelle preparazioni casalinghe, non si trova più la quaglia selvatica, ma si utilizza prevalentemente quella di allevamento.

C’è allevamento e allevamento

Negli anni, confrontarmi con Lorenzo mi ha permesso di conoscere una realtà – quella degli allevamenti intensivi – di cui solitamente non si parla. E la sua proposta di inserire in menù un piatto con le carni di questo volatile, mi permette di condividere alcune riflessioni sull’importanza di una corretta informazione. L’allevamento delle quaglie, come ogni altro allevamento avicolo, avviene troppo spesso in spazi risicati che limitano enormemente il benessere degli animali e con un uso eccessivo di farmaci.

È giusto scandalizzarsi quando si vedono immagini di maltrattamenti sugli animali destinati alla macellazione ma attenzione, queste forme di allevamento intensivo sono conformi a quanto previsto dalla Legge Italiana. Così come è bene iniziare a prendere coscienza che, in realtà, coloro che scelgono di allevare in maniera intensiva, non fanno altro che soddisfare una domanda che viene dal mercato.

Il consumatore vuole prezzi bassi ed i produttori, per assecondare la domanda e non farsi sopraffare dalla concorrenza sempre più globale, non possono fare altro che tagliare i costi. Come? Aumentando il numero degli animali custoditi nello stesso spazio e risparmiando sulla loro alimentazione.

Quindi, entrando in un punto vendita dove prezzi esageratamente bassi fanno bella mostra di sé, sarebbe davvero opportuno domandarsi come siano stati custoditi e come abbiano vissuto quegli animali.

Secondo il principio del benessere animale, infatti, se l’animale ha avuto una vita sana anche la sua carne sarà migliore e con un indice nutrizionale ben più elevato.

Ecco perché è importante scegliere prodotti da aziende che allevano allo stato brado o semibrado, facendo attenzione a non confonderli con l’allevamento a terra. Spesso, infatti, si pensa che siano sinonimi ma in realtà gli animali allevati a terra, sono comunque cresciuti all’interno di grandi capannoni industriali, dove sono costretti a vivere a densità altissime, spesso maggiori di quelle nelle gabbie da batteria.

Il rischio, in questi casi, è che gli animali si becchino e si strappino le piume reciprocamente causando ferite e infezioni e gli allevatori sono costretti, per limitarne i danni, a mutilarne il becco.

Gli animali allevati allo stato brado o semibrado, invece, vivono in un ambiente con una densità di capi per metro quadrato bassissima, con un’alimentazione sana perché lasciati pascolare nelle coltivazioni di cereali seminate annualmente nei recinti e respirano un’aria molto più pura rispetto a quella piena di batteri e polvere degli allevamenti industriali.

In questo modo le loro difese immunitarie vengono stimolate naturalmente conferendo una maggiore resistenza e l’accrescimento lento e graduale permette di sviluppare le masse muscolari ed un’ossatura forte.

Purtroppo gli interessi economici in gioco sono forti e le differenze di resa tra l’allevamento sostenibile e quello intensivo sono importanti, ma proporre agli ospiti piatti a base di carni sane, che garantiscano quindi il benessere dell’uomo e dell’ambiente anche da un punto di vista etico, è lo scopo finale di tutto l’impegno che io, Lorenzo e tutta la filiera mettiamo nel nostro lavoro.

L’importanza della condivisione dei valori

E quello che cerco di fare quando studio una ricetta è di esaltare e raccontare tutti questi valori, tentando poi di trasmetterli al commensale tramite l’assaggio del piatto stesso. E le mie Quaglie non Ripiene, Prosciutto, Puntarelle e Vino Rosso vogliono essere parte di questo Racconto fatto di passione, ma soprattutto di divertimento e di conoscenza.

 

Abbiamo parlato di allevamento sostenibile anche nei nostri articoli riguardanti l’Agnello e il Salmone di fiordo, voi cosa ne pensate? Raccontatecelo nei commenti!